#AmoreDiLetto

Mario Tobino: ritratto di uno scrittore che ha conosciuto e raccontato la follia

” “La Pazzia è ritornata ad avvertire che in ogni grano di manicomio essa è la padrona, la Pazzia che tutto vola ridendo in inconcepibile anarchia”. In questa frase, estrapolata da uno dei più celebri romanzi di Mario Tobino, affiorano due parole chiave che contraddistinguono la sua opera narrativa: pazzia e anarchia. Entrambe si inseriscono non soltanto nella traccia letteraria del viareggino, ma anche nella sua indole e soprattutto nella sua concezione della realtà.

L’universo letterario di Tobino viaggia di pari passo con quello più intimo, personale, in un gioco di intrecci che prevede la combinazione parallela della sua carriera di psichiatra con quella di scrittore – l’attitudine umanistica si veniva delineando già dai tempi dell’università, come dichiarò Tobino in persona (“avevo la predisposizione a stare attento ai moti degli animi”) – e poi, ultimo ma di certo non ultimo, un ulteriore tassello va a unirsi alla pluralità di un quadro già di per sé variegato, completandolo: non stiamo parlando di un qualunque scrittore della Versilia. Mario Tobino è “Lo Scrittore” della Versilia, che nacque a Viareggio e che di Viareggio raccontò – tramandò – trasformando la città in una dea antropomorfa dal nome inconfondibile, Medusa.”

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Mario Tobino

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