“Un uomo distinto, fine seduttore, avanza con passo austero tenendo il sigaro in bocca. Dritto, integro, veste sempre di marrone, con abiti che sembrano tutti uguali, proprio come i dandy. Sembra un attore, e forse lo è stato davvero, anche quando scriveva. I personaggi paiono “recitati” da lui stesso ancor prima di vederli impressi su carta. Non stupisce, tutto questo, se pensiamo che Mario Soldati fu uno dei registi italiani più noti del Novecento.
Sono passati vent’anni dalla sua morte – era il 19 giugno 1999 – e novanta dalla pubblicazione della raccolta di racconti “Salmace”, un esordio per il quale Giuseppe Antonio Borgese spese parole importanti sul Corriere della Sera, paragonando un poco più che ventenne Soldati a Gide”.
Classe (tanta) 1989, specializzata con lode in Filologia moderna all'Università degli Studi di Macerata, marchigiana d'origine e per vocazione.
Insegno critica letteraria e letteratura italiana del Novecento per diverse scuole di scrittura italiane.
Ho collaborato con le Scuderie del Quirinale seguendo il gruppo di lettura “Il filo nascosto”.
Da settembre 2023 mi diverto come critica letteraria nel programma di Rai Uno “Mille e un libro”.
Scrivo sul “Foglio”, ex "Messaggero", mi occupo di libri sui social, gestisco due bookclub e mi occupo anche dell’organizzazione di festival ed eventi culturali per aziende private e realtà pubbliche.
Nel 2018 ho pubblicato con Cesati Editore il saggio “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché”.
Nel 2019 è uscito il mio romanzo d’esordio, “Una volta è abbastanza” (Rizzoli), finalista al Premio Flaiano under 35, vincitore del premio Zocca giovani e del Premio Viva Gioconda - Salvatore Fiume opera prima.
Il mio ultimo romanzo è “Chi dà luce rischia il buio” (Rizzoli, 2022), rientrato nella dozzina semifinalista del Premio Letteratura d’impresa.
Nel 2024 ho pubblicato con Round Robin la graphic novel “Come se non fossimo stati” (Illustrazioni di Michela Di Cecio).
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