“Al di là dei siparietti che sono stati improntati attorno a questa serie e alla sua trasposizione televisiva, al di là dei numeri, degli ascolti e di tutto quello che si ipotizza sull’identità della Ferrante, restano dei personaggi indimenticabili, dei luoghi tanto vicini quanto irraggiungibili, resta una storia poderosa, che si dispiega in quattro volumi e a cui il lettore non può fare a meno di guardare con trasporto. Trasporto, sì. Eppure, anche in questa definizione (ho provato mentalmente a formulare periodi più convincenti ma l’amica geniale sfugge a qualsiasi catalogazione), c’è qualcosa di riduttivo. Forse trasporto non è il termine giusto, forse si dovrebbe parlare più precisamente di un vortice, di un turbine, di una specie di voragine in cui si sprofonda senza rendersi conto che ad ogni pagina si va sempre più giù. Giù dove non esistono più il rione, Napoli, Don Achille, i fratelli Solara, giù dove non ci sono più nemmeno Lila e Lenù, giù dove non ci sono la famiglia Cerullo e la famiglia Greco, dove non c’è Nino Sarratore, dove non c’è nemmeno la famiglia Airota. In quell’ipotetico “giù” esiste solo chi questa storia la sta leggendo e ha deciso, consapevolmente o no, di farsi del male”.
Classe (tanta) 1989, specializzata con lode in Filologia moderna all'Università degli Studi di Macerata, marchigiana d'origine e per vocazione.
Insegno critica letteraria e letteratura italiana del Novecento per diverse scuole di scrittura italiane.
Ho collaborato con le Scuderie del Quirinale seguendo il gruppo di lettura “Il filo nascosto”.
Da settembre 2023 mi diverto come critica letteraria nel programma di Rai Uno “Mille e un libro”.
Scrivo sul “Foglio”, ex "Messaggero", mi occupo di libri sui social, gestisco due bookclub e mi occupo anche dell’organizzazione di festival ed eventi culturali per aziende private e realtà pubbliche.
Nel 2018 ho pubblicato con Cesati Editore il saggio “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché”.
Nel 2019 è uscito il mio romanzo d’esordio, “Una volta è abbastanza” (Rizzoli), finalista al Premio Flaiano under 35, vincitore del premio Zocca giovani e del Premio Viva Gioconda - Salvatore Fiume opera prima.
Il mio ultimo romanzo è “Chi dà luce rischia il buio” (Rizzoli, 2022), rientrato nella dozzina semifinalista del Premio Letteratura d’impresa.
Nel 2024 ho pubblicato con Round Robin la graphic novel “Come se non fossimo stati” (Illustrazioni di Michela Di Cecio).
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2 Comments
Hai descritto esattamente ciò che provo io nel divorare questa tetralogia (sto finendo il quarto!). Non puoi fare a meno di entrare e rispecchiarti nel loro (e nostro) mondo. È vero, affezionarsi ai personaggi non è facile, perché ti spogliano e rivelano la parte più oscura di te, quella che non vuoi ammettere neanche a te stesso, non solo sul piano caratteriale, ma anche su quello relazionale con amici, familiari e amanti. Complimenti per l’articolo 😘💕
Hai descritto esattamente ciò che provo io nel leggere questa tetralogia (sono al quarto!). È vero, non è facile affezionarsi ai personaggi perché questi riescono a spogliarti, mostrando la parte più oscura di te, non solo sul piano caratteriale ma anche su quello relazionale. Complimenti per l’articolo 😘💕
Hai descritto esattamente ciò che provo io nel divorare questa tetralogia (sto finendo il quarto!). Non puoi fare a meno di entrare e rispecchiarti nel loro (e nostro) mondo. È vero, affezionarsi ai personaggi non è facile, perché ti spogliano e rivelano la parte più oscura di te, quella che non vuoi ammettere neanche a te stesso, non solo sul piano caratteriale, ma anche su quello relazionale con amici, familiari e amanti. Complimenti per l’articolo 😘💕
Hai descritto esattamente ciò che provo io nel leggere questa tetralogia (sono al quarto!). È vero, non è facile affezionarsi ai personaggi perché questi riescono a spogliarti, mostrando la parte più oscura di te, non solo sul piano caratteriale ma anche su quello relazionale. Complimenti per l’articolo 😘💕