Interviste

Book Influencer a chi? – Intervista a CHICKLIT ITALIA

Tredicesimo appuntamento con “Book Influencer a chi?”, la rubrica con cui cercherò di presentarvi alcuni profili di blogger meritevoli – con i loro punti di forza e i loro punti deboli, i loro gusti e le loro manie – e soprattutto cercheremo, insieme, di dimostrare che ciò che li muove è innanzitutto una passione, quella per i libri.

Non sono tutti uguali: c’è chi punta di più sul blog e chi punta di più sui social, chi si diletta a consigliare solo classici e chi invece, di classici, non si occupa proprio. C’è chi vuole puntare l’attenzione sui libri scritti da donne, chi ama soprattutto gialli e romanzi storici, chi non legge autori autopubblicati e chi si occupa prevalentemente di saggistica. Ciò che conta, in ogni caso, è che in questa varietà nessuno tratta la materia letteraria con superficialità. Opinioni, riflessioni, giudizi dettati dal gusto personale: niente viene lasciato al caso.

E se poi parlare di libri, fotografarli, scriverne e consigliarli diventa un reato, beh, ce lo faranno sapere. Nel frattempo, visto che i libri sono fatti per essere comprati e letti, noi ci mettiamo del nostro. Dopotutto, molti sono gli editori, gli uffici stampa, gli scrittori e soprattutto i lettori che hanno deciso di dare credito a questa categoria. Forse, sarebbe il caso di cominciare a capire il perché.

Se vorrete condividere questa intervista e sposare il progetto, usate l’#: #BookInfluencerAChi

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Questa volta parliamo del blog “ChickLit Italia” e della ricca e accurata attività di Lea Landucci, ideatrice del suddetto lit-blog.

INTERVISTA A LEA LANDUCCI, CHICKLIT ITALIA

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  1. Chi è Lea Landucci, in arte “Chicklit Italia”? Descrivi te stessa e il tuo blog utilizzando tre aggettivi – e ovviamente motivando la risposta.

Caparbia, appassionata, curiosa.
Caparbia, perché quando mi ci metto devo riuscire. In questo caso l’obiettivo del mio blog (www.chicklit.it) è quello di restituire al genere romance e chicklit la dignità che merita, facendo passare il messaggio che romanzo rosa non significa superficialità o scarsa qualità.

Appassionata, perché trovo che i generi letterari di intrattenimento abbiano un ruolo personale e sociale importante e che le storie belle debbano essere raccontate. Saper fare sorridere ed emozionare è un dono prezioso, tanto quanto quello di formare o acculturare.
Curiosa, perché sono sempre aperta ad autrici emergenti o addirittura esordienti, adoro leggere romanzi che ancora nessuno conosce e aiutare a far emergere quelli di valore.

  1. Qual è la caratteristica principale del tuo blog? Quali sono le linee che hai scelto di seguire quando l’hai aperto? Facci un piccolo riassunto di come e quando nasce.

Il blog è nato quasi due anni fa, nell’istante in cui ho cercato in rete informazioni su chicklit italiani e ho scoperto che non esisteva uno spazio dedicato a questa nicchia. A quel punto ho pensato di provare a colmare quel vuoto, ed eccomi qui! Le linee guida del blog sono semplici: cerco di concentrarmi sui chicklit non senza dare spazio al romanzo rosa in tutte le sue declinazioni (da qui la rubrica #nonsolochicklit). Provo a trovare sempre il tempo per leggere anche autrici esordienti/emergenti e autopubblicate, perché credo abbiano il diritto di essere “ascoltate”. La caratteristica principale delle mie recensioni è che tento sempre di sposare commenti tecnici e stilistici a quelli più empatici ed emotivi, perché non sempre il romanzo “perfetto” è quello che apprezzo di più!

  1. Quali sono, secondo te, gli elementi che fanno di un blogger un BUON blogger?

La qualità e originalità dei contenuti, la varietà e, soprattutto, l’umiltà. Un blogger esprime sempre e comunque un parere soggettivo e credo sia importante far passare l’idea che non si tratta mai di giudizi assoluti. I blogger che mi interessano di più, poi, sono quelli che hanno il coraggio di restringere il loro campo di azione: i tuttologi non li ho mai sopportati 🙂

  1. Cosa rappresentano i libri nella tua vita e nel tuo percorso di blogger?

I libri mi servono per staccare la testa dalle mille elucubrazioni nate dalle altrettante numerose attività che mi vedono coinvolta nella vita di ogni giorno. Quando ho iniziato a sentire l’esigenza di parlare dei libri che leggevo con qualcuno, dopo qualche tentativo naufragato nella sfera amicale, ho pensato di aprire un blog e lanciare i miei pensieri nell’etere.

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Dal profilo Instagram @chicklit.italia
  1. Come ti rapporti al pubblico dei tuoi lettori?

Trovo che il blog rappresenti uno strumento prezioso per la comunicazione dei contenuti, meno per l’interazione con i fruitori. Per questo credo che, nel 2020, ci sia bisogno anche di una vetrina “social” che veicoli le persone interessate verso i contenuti del blog (sicuramente più approfonditi e curati). Il rapporto con i lettori, quindi, lo riscontro e lo curo molto di più sui social network, in particolare su Instagram.

  1. Cos’è, per te, un “buon libro”? Quali sono gli ingredienti che lo rendono tale?

Prima di tutto la consistenza e la varietà dell’intreccio della storia, la logica e la caratterizzazione dei personaggi e dei loro rapporti. Mi concentro anche sullo stile e la tecnica di scrittura, ma in quel caso il giudizio è ancora più soggettivo: personalmente prediligo lo “show don’t tell”, i dialoghi e i monologhi interiori, più che le descrizioni e le narrazioni in terza persona. Ma la cosa che apprezzo di più in un romanzo è la magia, che può coniugarsi in tantissime aspetti (non importa quali), ma che ha come compito principale quello di lasciare il lettore incollato alle pagine.

  1. So che è una domanda superflua e al contempo difficile, ma: autore e libro preferiti?

Il mio Chicklit preferito in assoluto è “La mia vita su un piatto” di India Knight (2000), mentre la mia autrice italiana di Chicklit preferita è Felicia Kingsley.

  1. Sui book blogger, bookstagrammer e book influencer se ne dicono di ogni: qual è la critica che, ad oggi, reputi la più errata?

Quella che vogliamo sostituire giornalisti e critici letterari. Non ne abbiamo le competenze, credo sia abbastanza palese. Ma soprattutto: non è il nostro obiettivo! Parlare in tono divulgativo fa avvicinare i lettori e, di conseguenza, li spinge a interessarsi ai nostri contenuti, forse più di quelli proposti su quotidiani e portali di informazione. Per spiegarmi meglio faccio un paragone teatrale (che è quello più vicino a me): la recensione di una Pièce teatrale da parte di un giornalista o di un critico teatrale è fondamentale per gli addetti ai lavori, fa capire loro come e dove andare a intervenire per migliorare tecnicamente la performance. Ma i destinatari di uno spettacolo teatrale sono sempre e comunque gli spettatori, persone normali, a cui la tecnica (come concetto assoluto) interessa il giusto. Quindi la critica più importante proviene da loro, sono i loro feedback quelli più preziosi, che vanno ascoltati, rielaborati e sfruttati per migliorare l’unica cosa veramente importante: l’espressione artistica. Tornando ai libri: è normale che la maggior parte delle persone che devono scegliere un romanzo si facciano influenzare più da persone simili a loro, dal passaparola dei comuni mortali che l’hanno già letto. Perché il giudizio tecnico espresso da un critico letterario spesso riguarda sfumature talmente sottili che raramente vengono percepite dal lettore medio.
Quando poi ci criticano perché ci “abbassiamo” a usare strumenti puerili come i social network, spesso mi fanno sorridere. Soprattutto quando a parlare sono persone che non sanno nemmeno di cosa si tratti. La comunicazione è una bestia strana, spesso imperscrutabile, ed ergersi ai detentori della “giusta forma” senza andare a studiare come si stanno evolvendo gli altri strumenti non credo porti a niente di buono.

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  1. Parliamo infine del profilo Instagram. Quanto tempo investi nella cura del profilo? Quali sono, un po’ come per il blog, le tue linee guida? Ed infine: “immagine vs contenuto” o “immagine + contenuto”?

Ho aperto il canale Instagram insieme al blog, per le ragioni che ho già accennato: nel 2020 un blog senza una “vetrina” social fa fatica a ingranare. Ammetto che la cosa mi ha preso un po’ troppo la mano, per tenere una qualità e una presenza alte, la cura di un profilo social diventa un lavoro part-time (neanche troppo “part”). Instagram è nato come social fatto di immagini, e la comunicazione visuale è immediata e preziosa. Quindi occorre sempre trovare un punto di incontro tra immagini meravigliose senza contenuto o contenuti di approfondimento impeccabili ma con immagini tremende. L’ottimo sarebbe avere immagini magnifiche e contenuti stupendi, ma non essendo un lavoro “remunerativo” sono poche le persone che riescono a investire tempo e risorse sufficienti a raggiungere tale obiettivo. Quindi, come sempre: in medio stat virtus 😉

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Dal profilo Instagram @chicklit.italia

 

Potete trovarla su Instagram come:

@chicklit.italia

 

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