Interviste

Book Influencer a chi? – Intervista a DUE LETTRICI QUASI PERFETTE

Undicesimo appuntamento con “Book Influencer a chi?”, la rubrica con cui cercherò di presentarvi alcuni profili di blogger meritevoli – con i loro punti di forza e i loro punti deboli, i loro gusti e le loro manie – e soprattutto cercheremo, insieme, di dimostrare che ciò che li muove è innanzitutto una passione, quella per i libri.

Non sono tutti uguali: c’è chi punta di più sul blog e chi punta di più sui social, chi si diletta a consigliare solo classici e chi invece, di classici, non si occupa proprio. C’è chi vuole puntare l’attenzione sui libri scritti da donne, chi ama soprattutto gialli e romanzi storici, chi non legge autori autopubblicati e chi si occupa prevalentemente di saggistica. Ciò che conta, in ogni caso, è che in questa varietà nessuno tratta la materia letteraria con superficialità. Opinioni, riflessioni, giudizi dettati dal gusto personale: niente viene lasciato al caso.

E se poi parlare di libri, fotografarli, scriverne e consigliarli diventa un reato, beh, ce lo faranno sapere. Nel frattempo, visto che i libri sono fatti per essere comprati e letti, noi ci mettiamo del nostro. Dopotutto, molti sono gli editori, gli uffici stampa, gli scrittori e soprattutto i lettori che hanno deciso di dare credito a questa categoria. Forse, sarebbe il caso di cominciare a capire il perché.

Se vorrete condividere questa intervista e sposare il progetto, usate l’#: #BookInfluencerAChi

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Questa volta parliamo del blog “Due lettrici quasi perfette” e della ricca e accurata attività di Stefania e Lea, ideatrici del suddetto lit-blog.

INTERVISTA A STEFANIA BACCI (E LEA), DUE LETTRICI QUASI PERFETTE

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  1. Chi è Stefania Bacci, in arte “Due lettrici quasi perfette”? Descrivi te stessa e il tuo blog utilizzando tre aggettivi – e ovviamente motivando la risposta.

Benché io abbia una personalità ingombrante, dietro al nome “Due lettrici quasi perfette” si celano effettivamente due persone, io (la Bacci) e Lea.

Per quanto riguarda me, mi definirei in primis “minchiona” perché, per quanto io ci provi, non riesco a prendermi sul serio, né ad affrontare la vita in modo serioso; per me il divertimento deve essere il motore, poi di conseguenza vengono l’impegno e la serietà. Come secondo aggettivo…beh, anziana! È l’appellativo con il quale ormai sono riconosciuta nel mondo di Instagram, grazie alla collega blogger @lalibridinosa; d’altronde mi calza bene, dato che in un mondo dove buona parte degli utenti è sulla trentina io sono quasi vicina a doppiarli! (quasi è la parola chiave). Come terzo aggettivo, direi testarda, perché quando mi metto in testa una cosa non mollo finché non la vedo realizzata.

La mia socia, Lea, invece si definisce affidabile perchè quando prende un impegno lo porta sempre a termine. Poi entusiasta perchè è sempre innamorata persa dei libri, soprattutto di quelli per ragazzi. Infine, idealista perché crede fermamente che i libri possano fare la differenza. Inoltre dice di avere un cattivo rapporto con la tecnologia (e in questo ci compensiamo)

Per quanto riguarda il blog quello principalmente lo definiremmo trasversale, nel senso che trattiamo quasi tutti i generi e tutte le fasce di età. È un blog “amichevole”, nel senso che ha un approccio sorridente nei confronti dei lettori, ma anche che si basa sulla collaborazione di due amiche che hanno interessi diversi e un rapporto che negli anni non ha mai avuto crisi.

  1. Qual è la caratteristica principale del tuo blog? Quali sono le linee che hai scelto di seguire quando l’hai aperto? Facci un piccolo riassunto di come e quando nasce.

Il blog nasce nel luglio del 2015, in una torrida giornata al mare: io e Lea stavamo disquisendo di libri in spiaggia (e del fatto che lei ami follemente l’estate, mentre io la detesti) e lei mi parlava in tono entusiastico dei vari blog che seguiva. Io, onestamente, non sapevo neanche cosa fosse un blog, ma alla proposta “Perché non ne apriamo uno anche noi?” la mia risposta è stata un sì senza riserve. Il nostro intento era ed è quello di trasmettere il nostro entusiasmo per i libri e promuovere la lettura, cosa che facevamo (e tutt’ora facciamo) anche attraverso letture ad alta voce per i lettori di domani.

  1. Quali sono, secondo te, gli elementi che fanno di un blogger un BUON blogger?

A mio avviso un buon blogger è un blogger onesto, che mette nero su bianco le proprie sensazioni e che esprime il proprio parere sulla lettura fatta senza condizionamenti esterni, anche quando non l’ha apprezzata, in maniera educata e non offensiva, ma comunque onesta. Un buon blogger poi, a mio parere, deve dare un’impronta personale e originale al proprio blog, in modo da essere riconoscibile al proprio pubblico, senza scimmiottare nessuno. E infine deve metterci passione, perché la gestione di un blog implica un notevole impiego di tempo e se la passione manca, si vengono a creare delle forzature che incidono negativamente sui contenuti offerti.

  1. Cosa rappresentano i libri nella tua vita e nel tuo percorso di blogger?

I libri sono stati i miei primi amici, sono i compagni di vita più fedeli e la costante delle mie giornate. Sono stati anche il tramite per farmi entrare nel magico mondo dei blogger, dove ho stretto nuove amicizie, con persone provenienti da tutta Italia, con le quali ho avviato progetti ambiziosi, il tutto in nome della nostra passione comune, sempre loro, i libri.

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Dall’account Instagram @duelettriciqp
  1. Come ti rapporti al pubblico dei tuoi lettori?

Nella maniera più spontanea possibile, con l’ironia che mi contraddistingue. Mi piace pensarmi in mezzo ai miei lettori come se ci trovassimo tutti insieme ad un evento letterario e iniziassimo a chiacchierare di libri spaziando poi su vari argomenti finendo magari a scambiarci ricette. A riprova che i libri uniscono le persone.

  1. Cos’è, per te, un “buon libro”? Quali sono gli ingredienti che lo rendono tale?

Un buon libro per me è quello che non riesci a mettere giù, quello che ti fa dire “ancora un capitolo”, che toglie ore al sonno (che già sono ridotte al minimo, ma questi sono dettagli), che mi faccia ridere a crepapelle anche se sono in fila alla posta (che tanto a rimediare figuracce riesco sempre benissimo) e che mi faccia piangere a dirotto (questo cerco di farlo in privato, più che altro perché non è proprio un bello spettacolo vedermi col naso gocciolante e rosso alla Rudolph). Un libro con dei personaggi ai quali affezionarmi e dei quali sentire la mancanza una volta finita la lettura. E, last but not least, essere scritto in un italiano corretto e, se in lingua straniera, tradotto in maniera efficace.

  1. So che è una domanda superflua e al contempo difficile, ma: autore e libro preferiti?

La domanda che ogni lettore compulsivo teme. Dare un titolo è difficilissimo, io seguo l’impulso del momento, le mie letture negli anni sono cambiate molto, così come sono cambiata io come lettrice. Per quanto riguarda gli autori invece mi risulta un po’ più semplice: uno su tutti, Stephen King, per la sua capacità di scavare nei meandri dell’animo umano; pur non avendo letto tutta la sua infinita produzione (dormirà ogni tanto questo omino?), tra i suoi romanzi quello che ho amato maggiormente è Il miglio verde. Poi mi piace molto Jodi Picoult per la costruzione dei suoi romanzi, nei quali affronta temi scottanti e pesanti, dando voce a tutti i personaggi coinvolti, e mettendo il lettore di fronte a tante verità, facendo in modo che ciò che era considerato giusto in un capitolo, diventi completamente sbagliato nel capitolo successivo. Ha la rara capacità di non dare un’interpretazione univoca agli accadimenti, lasciando al lettore il compito di decidere da che parte stare.

  1. Sui book blogger, bookstagrammer e book influencer se ne dicono di ogni: qual è la critica che, ad oggi, reputi la più errata?

Pensare che bookstagrammer e bookinfluencer vogliano sostituirsi ai critici letterari. Siamo due entità completamente diverse, da un lato c’è una professione frutto di anni di studio, un lavoro che necessita di un percorso formativo e di conoscenze specifiche, per poter fare, appunto, critica. Dall’altro c’è una passione condivisa con i propri lettori e l’espressione di giudizi assolutamente personali, uno scambio di opinioni alla pari, e una posizione di assoluta uguaglianza con chi ci legge. Critici letterari e “bookqualcosa” hanno principalmente una cosa che li accomuna, il desiderio di veicolare il piacere della lettura, e una cosa che li differenzia, la retribuzione (che è giustamente riservata a chi svolge una professione).

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  1. Parliamo infine del profilo Instagram. Quanto tempo investi nella cura del profilo? Quali sono, un po’ come per il blog, le tue linee guida? Ed infine: “immagine vs contenuto” o “immagine + contenuto”?

Personalmente investo parecchio tempo per la gestione del profilo Instagram, ci tengo ad offrire un prodotto curato e pensato per chi lo segue. C’è da dire che la fotografia è una delle mie passioni e quindi unisco l’utile al dilettevole, durante la giornata ogni cosa può essere un input per una foto da realizzare e poi mi diverto a provare le varie idee che mi sono frullate per la testa. Per me la foto deve trasmettere delle sensazioni al pari della lettura, e quindi quando fotografo un libro cerco, quando mi è possibile, di mettere qualche elemento che possa essere riconducibile alla storia che contiene. Forse mi sto facendo prendere un po’ la mano, tanto che casa mia sta diventando un magazzino di oggetti “fotografabili” e marito e figlia, quando giriamo per negozi si uniscono al grido di “Questo può servirti per le foto?” oppure “Guarda, in foto verrebbe benissimo!” (della serie, assecondiamola che di sedute psichiatriche ci costerebbe di più).  Sicuramente l’immagine deve poi essere corredata da un contenuto valido, perché lo scopo rimane sempre quello di instaurare un dialogo con i lettori, stimolando una discussione, cosa possibile solo attraverso un contenuto valido.

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Dall’account Instagram @duelettriciqp

 

Potete trovarle su Instagram come:

@duelettriciqp

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