Interviste

Book Influencer a chi? – Intervista a LA BIBLIOTECA DI BABELE

Ottavo appuntamento con “Book Influencer a chi?”, la rubrica con cui cercherò di presentarvi alcuni profili di blogger meritevoli – con i loro punti di forza e i loro punti deboli, i loro gusti e le loro manie – e soprattutto cercheremo, insieme, di dimostrare che ciò che li muove è innanzitutto una passione, quella per i libri.

Non sono tutti uguali: c’è chi punta di più sul blog e chi punta di più sui social, chi si diletta a consigliare solo classici e chi invece, di classici, non si occupa proprio. C’è chi vuole puntare l’attenzione sui libri scritti da donne, chi ama soprattutto gialli e romanzi storici, chi non legge autori autopubblicati e chi si occupa prevalentemente di saggistica. Ciò che conta, in ogni caso, è che in questa varietà nessuno tratta la materia letteraria con superficialità. Opinioni, riflessioni, giudizi dettati dal gusto personale: niente viene lasciato al caso.

E se poi parlare di libri, fotografarli, scriverne e consigliarli diventa un reato, beh, ce lo faranno sapere. Nel frattempo, visto che i libri sono fatti per essere comprati e letti, noi ci mettiamo del nostro. Dopotutto, molti sono gli editori, gli uffici stampa, gli scrittori e soprattutto i lettori che hanno deciso di dare credito a questa categoria. Forse, sarebbe il caso di cominciare a capire il perché.

Se vorrete condividere questa intervista e sposare il progetto, usate l’#: #BookInfluencerAChi

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Questa volta parliamo del blog “La biblioteca di Babele” e della ricca e accurata attività di Valentina Accardi, ideatrice del suddetto lit-blog.

INTERVISTA A VALENTINA ACCARDI, LA BIBLIOTECA DI BABELE

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  1. Chi è Valentina Accardi, in arte “La biblioteca di Babele”? Descrivi te stessa e il tuo blog utilizzando tre aggettivi – e ovviamente motivando la risposta.

Sono una trentenne palermitana che si è appassionata alla lettura quando aveva sette anni e chiese alla mamma di entrare per curiosità in una libreria. Col tempo poi ho iniziato a leggere sempre di più e a farlo con coscienza (mi sono laureata in lingue con specializzazione in lingue e letterature moderne occidentali). Nella vita sono una traduttrice freelance e cerco di coltivare le mie passioni come posso. Mi definirei curiosa, perché a parte pochi generi o argomenti m’interessa praticamente tutto (tra le altre cose per ora sto leggendo un librone sul comportamento dei corvi e la biografia di Nureyev); sono compulsiva, perché il bisogno di nuove letture e nuove scoperte è incontrollabile; e poi sono ordinata, perché finisco sempre tutto quello che comincio, ignorando Pennac che tra i diritti del lettore mette quello di non finire il libro.

  1. Qual è la caratteristica principale del tuo blog? Quali sono le linee che hai scelto di seguire quando l’hai aperto? Facci un piccolo riassunto di come e quando nasce.

Ho aperto il blog il 9 settembre del 2013 su consiglio di un’amica; scrivevo, in maniera molto diversa, su un altro blog che avevo all’epoca e che era più personale, appuntavo le letture che facevo e ne parlavo brevemente. Questa amica mi disse “ma perché non apri un posticino dedicato solo ai libri?”, l’idea mi piacque e dopo un sacco di tempo passato a scegliere il nome nacque La Biblioteca di Babele, ispirato ovviamente a Borges e al suo racconto di Ficciones che stavo studiando proprio in quel periodo. Non ho delle vere e proprie linee guida, non programmo. Per un po’ di tempo mi ero impegnata a pubblicare  ogni lunedì e ogni giovedì, ma poi sono passata a qualcosa di meno rigido e più spontaneo – capitano periodi più difficili. L’unica cosa che mi interessa è coltivare la mia passione per la lettura e trasmettere entusiasmo, far scoprire cose belle a chi magari potrebbe non inciamparci mai.

  1. Quali sono, secondo te, gli elementi che fanno di un blogger un BUON blogger?

Secondo me devi essere onesto e sincero perché, a differenza delle persone, i personaggi dopo un po’ di tempo stancano. I lettori non sono scemi, se ne rendono sempre conto quando qualcosa è artefatto e non vero. Se cerchi di far passare un messaggio, trasmettere un’emozione o una passione, deve essere ciò che ti appartiene davvero. E poi un buon blogger è quello che non annoia e che non si pone in maniera troppo complicata. Il pubblico del web è fatto da tante persone diverse, se vuoi arrivare devi scegliere una forma di comunicazione semplice e soprattutto adatta a qualcosa che è intrattenimento. Poi questo è anche il motivo per cui qualcuno ci dice che non siamo all’altezza della letteratura e tante altre cose, perché parliamo in modo semplice o spensierato (anche se tanti di noi hanno studi letterari alle spalle). Ma è un altro paio di maniche.

  1. Cosa rappresentano i libri nella tua vita e nel tuo percorso di blogger?

Tutto. Io non potrei immaginare le mie giornate senza uno o più libri sul comodino, davvero non potrei perché per me la lettura non è un passatempo ma un modo di arrichire me stessa e ampliare i miei orizzonti. Le storie, la poesia, i saggi, tutti i libri ti aprono mondi, ti fanno conoscere storie e verità che non avresti modo di conoscere altrimenti. Scopri punti di vista nuovi, cose a cui non avevi mai pensato e che ti possono aiutare moltissimo nella vita di tutti i giorni.

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Dall’account Instagram @valeh89
  1. Come ti rapporti al pubblico dei tuoi lettori?

Sono molto aperta al dialogo, mi piace parlare di ciò che leggo, confrontarmi. Ultimamente accade sempre più spesso e in forma privata. Oppure capita – e mi fa tantissimo piacere – che qualcuno mi scriva, anche a distanza di tempo da una mia recensione, e mi dica: “sai, poi ho comprato quel libro, ti ringrazio per il consiglio, mi è piaciuto un sacco”. E per me è bellissimo, perché se riesco a farti scoprire una cosa bella (che è bella per me e si rivela bella anche per te) sono proprio felice.

  1. Cos’è, per te, un “buon libro”? Quali sono gli ingredienti che lo rendono tale?

Un libro è bello quando mi prende da subito, quando già dalle prime pagine non mi ritrovo distratta a pensare ai fatti miei. Purtroppo tendo ad annoiarmi facilmente, quindi senza dubbio dico che un buon libro è quello che mi stupisce dall’inizio alla fine. Qualche piccolo “calo di tensione” glielo concediamo, però, dai.

  1. So che è una domanda superflua e al contempo difficile, ma: autore e libro preferiti?

I miei libri preferiti sono due: il Quijote di Cervantes, perché è storia, è il libro più geniale che sia mai stato scritto, un libro in cui c’è tutto; e poi Il conte di Montecristo di Dumas, Edmond Dantès è uno dei personaggi più incredibili della storia della letteratura, e il libro tutto è un gioiello di perfezione. Sai che invece forse non ho un autore davvero preferito?

  1. Sui book blogger, bookstagrammer e book influencer se ne dicono di ogni: qual è la critica che, ad oggi, reputi la più errata?

Secondo me, più che la critica più sbagliata, il presupposto più sbagliato è fare di tutta l’erba un fascio: siamo tutti molto, troppo diversi, e di conseguenza muovere la stessa critica a tutti sarebbe davvero stupido. Ma, tra tutte le cose che ho letto, quelle che mi fanno ridere di più sono, nell’ordine, che vogliamo metterci al posto dei critici letterari, che non ci capiamo niente di letteratura (come dicevo prima, molti di noi hanno fatto studi di quel tipo) e che sappiamo solo scattare fotine carine. Io neanche le so fare, le foto belle!

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  1. Parliamo infine del profilo Instagram. Quanto tempo investi nella cura del profilo? Quali sono, un po’ come per il blog, le tue linee guida? Ed infine: “immagine vs contenuto” o “immagine + contenuto”?

Nei primi tempi avevo creato un account Instagram solo per le robe del blog, ma ne avevo già un altro personale e privato. Poi ho pensato che, a parte il fatto che era un po’ scomodo gestirne due, erano comunque due parti importanti e complementari di me, quindi ho trasferito alcune cose in quello personale e ho continuato su quello, dove ovviamente non parlo solo di libri, ma ci sono anche i miei momenti belli, i miei gatti (sì, sono gattara, ma i miei mici non stanno quasi mai fermi, quindi non vedrete molte foto libro+gatto), le mie piante e tutto quello che amo. Nelle stories, a parte condividere attimi delle mie giornate, do spesso anticipazioni o commenti a caldo su quello che sto leggendo, mentre nelle foto caricate sul profilo posto sempre stralci e nella quasi totalità dei casi rimando alla recensione sul blog, perché io sono più per le parole che per le immagini (quando non lo faccio è perché per vari motivi non sono riuscita a parlar bene di quel libro ma ho voluto comunque lasciarne una traccia). Sono convinta che una foto – per quanto fatta bene – che non è accompagnata da un contenuto non costituisca un consiglio di lettura, ma sia fine a se stessa. Almeno, io non leggerei mai un libro solo perché inserito in un bel set fotografico, devi parlarmene, devi spiegarmi perché ti è piaciuto e perché dovrei/potrei leggerlo anch’io. Ed è quello che cerco di fare come posso.

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Dall’account Instagram @valeh89

 

Potete trovarlo su Instagram come:

@valeh89

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