Interviste

Book Influencer a chi? – Instervista a IL RECENSORE IGNORANTE

Settimo appuntamento con “Book Influencer a chi?”, la rubrica con cui cercherò di presentarvi alcuni profili di blogger meritevoli – con i loro punti di forza e i loro punti deboli, i loro gusti e le loro manie – e soprattutto cercheremo, insieme, di dimostrare che ciò che li muove è innanzitutto una passione, quella per i libri.

Non sono tutti uguali: c’è chi punta di più sul blog e chi punta di più sui social, chi si diletta a consigliare solo classici e chi invece, di classici, non si occupa proprio. C’è chi vuole puntare l’attenzione sui libri scritti da donne, chi ama soprattutto gialli e romanzi storici, chi non legge autori autopubblicati e chi si occupa prevalentemente di saggistica. Ciò che conta, in ogni caso, è che in questa varietà nessuno tratta la materia letteraria con superficialità. Opinioni, riflessioni, giudizi dettati dal gusto personale: niente viene lasciato al caso.

E se poi parlare di libri, fotografarli, scriverne e consigliarli diventa un reato, beh, ce lo faranno sapere. Nel frattempo, visto che i libri sono fatti per essere comprati e letti, noi ci mettiamo del nostro. Dopotutto, molti sono gli editori, gli uffici stampa, gli scrittori e soprattutto i lettori che hanno deciso di dare credito a questa categoria. Forse, sarebbe il caso di cominciare a capire il perché.

Se vorrete condividere questa intervista e sposare il progetto, usate l’#: #BookInfluencerAChi

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Questa volta parliamo dell’account IG “Il recensore ignorante” e della ricca e accurata attività di Giovanni Belcuore, ideatore del suddetto account Instagram.

INTERVISTA A GIOVANNI BELCUORE, IL RECENSORE IGNORANTE

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  • Chi è Giovanni Belcuore, in arte “Il recensore ignorante”? Descrivi te stesso e il tuo account IG (in cui parli di libri) utilizzando tre aggettivi – e ovviamente motivando la risposta.

Sono un ragazzo di 28 anni e ho scoperto la passione per la lettura piuttosto tardi, all’università. È soprattutto per questo motivo che mi sento ignorante (il nickname in fondo ha proprio questo significato); consapevole di “aver fatto il mio ingresso” nel mondo dei libri abbastanza tardi, sento di avere un sacco di mancanze, di lacune legate soprattutto alla lettura adolescenziale, ai classici adatti all’età, alle letture scolastiche.

Anche per questo nel tempo sono diventato curioso, quasi famelico, nell’informarmi su nuove letture, su libri pubblicati da tempo e ora fuori catalogo, su volumi rari, su autori famosi o di nicchia. Questa mia formazione un po’ sgangherata da autodidatta ha contribuito, credo, al sentirmi libero da eventuali pregiudizi su generi, autori e autrici, case editrici, correnti letterarie. Ho ovviamente i miei gusti e le mie opinioni, ma spesso mi piace uscire dalla mia zona di comfort letteraria e lanciarmi in ciò che per me è sconosciuto.

  • Qual è la caratteristica principale del tuo account? Quali sono le linee che hai scelto di seguire quando l’hai aperto? Facci un piccolo riassunto di come e quando nasce.

Il recensore ignorante nasce nel giugno del 2018. Non avendo amici appassionati lettori ho deciso di aprire uno spazio virtuale nella speranza di incontrare chi invece come me ha come primo hobby la lettura. Il profilo si è sviluppato in maniera piuttosto naturale; non ho fatto altro che spostare su Instagram la mia passione per i libri. Tra le caratteristiche che io considero importanti nel mio profilo e che spero passino a chi mi segue sono l’attenzione per la narrativa e la cultura nordamericana, mia grande passione, e un’attenzione particolare per la ricerca di titoli fuori catalogo o difficili da reperire. Ogni tanto poi, inserisco soprattutto nelle stories contenuti legati al mondo della musica, del cinema, alla storia recente. 3 altre mie passioni che ogni tanto mi piace rendere pubbliche.

  • Quanto tempo investi nella cura del profilo? E soprattutto: “immagine vs contenuto” o “immagine + contenuto”? Dedico almeno mezz’ora al giorno al “navigare” su Instagram, social che per me, vuoi per i profili che seguo, ha un po’ la funzione di aggregatore di notizie e nel mio caso ha sostituito, almeno per la parte di cronaca, la lettura dei quotidiani. Per creare i miei contenuti direi che dedico all’incirca 15 minuti per ogni scatto, più altri 20 per scrivere il testo del post e in genere pubblico 3 post a settimana. Instagram è un social che si basa sulle immagini, e per questo cerco di curare il possibile ogni foto che faccio, ma parlando di libri il testo è importantissimo, quindi assolutamente appartengo al team “immagine + contenuto”. Con le stories ad esempio bado meno all’aspetto grafico e più al contenuto e le utilizzo per condividere notizie o documentare in qualche modo ciò che sto facendo.
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Dall’account IG @il.recensore.ignorante
  • Quali sono, secondo te, gli elementi che fanno di un blogger un BUON blogger?

A differenza del critico letterario che è tale grazie a una formazione accademica, io personalmente mi affido ai blogger (o bookinfluencers o bookstagrammers) quando cerco quello che io chiamo il “parere del vicino di casa”. Un buon blogger secondo me è una persona che non deve avere per forza una formazione accademica, né deve pavoneggiare titoli di studio. Deve però essere in grado grazie ai suoi contenuti di guadagnarsi la mia fiducia. Per fiducia in questo caso non intendo che debba consigliarmi e consigliare solo libri che incontrano il mio gusto; deve piuttosto dimostrare di saper argomentare le proprie recensioni, negative o positive che siano e deve “parlare la mia lingua”, risultarmi accessibile senza eccessivo sforzo.

  • Cosa rappresentano i libri nella tua vita e nel tuo percorso di blogger?

Fino ai 20 anni d’età circa la parola “libro” era per me sinonimo di studio. Poi è deflagrata questa passione che arde tuttora, per fortuna. I libri per me oggi sono il primo modo per esplorare il tempo, lo spazio, le persone, se stessi. Occupano una buona fetta dei miei pensieri e delle mie giornate e sono felice che sia così.

  • Come ti rapporti al pubblico dei tuoi lettori?

Sono una persona decisamente timida e il mio terrore è che questa venga scambiata per spocchia. La timidezza ha fatto sì che sul mio profilo tutto sommato mi si veda poco. Preferisco mostrare ciò che leggo e prediligo stories “scritte” a quelle “parlate”. Vorrei invertire questo trend, infatti negli ultimissimi mesi sto cercando di aprirmi di più anche perché ritengo che “mettendoci la faccia” la confidenza col proprio pubblico aumenta. I miei followers sono benzina per quello che faccio: non vivo alla costante ricerca dell’aumento dei miei seguaci, ma non posso nascondere che se attorno al profilo non si fosse creata una community solida a cui potermi rivolgere, probabilmente avrei mollato. Faccio quello che faccio perché dall’altra parte ci sono persone che leggono e vedono i miei contenuti e questo per me è stupendo.

  • Cos’è, per te, un “buon libro”? Quali sono gli ingredienti che lo rendono tale?

Mi sono fatto tantissime volte questa domanda e non sono sicuro di aver trovato una risposta corretta. Soprattutto però nelle letture pessime, quelle non portate a termine, mi sono accorto che per me fondamentale in un libro è il ritmo, che può essere dato dallo stile dell’autore, dalla trama, dai dialoghi. La trama è sicuramente molto importante, ma ho letto grandissimi libri con una trama pressoché inesistente quindi non la metterei al primo posto.

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  • So che è una domanda superflua e al contempo difficile, ma: autore e libro preferiti?

Autore e libro preferito per me non esistono. Spesso infatti dico che nella mia top 10 personale ci sono almeno 50 libri. Voglio però sbilanciarmi e dico L’ultima Stagione di Don Robertson.

  • Sui book blogger, bookstagrammer e book influencer se ne dicono di ogni: qual è la critica che, ad oggi, reputi la più errata?

“I book blogger si credono critici letterari, quando in realtà non fanno altro che accostare libri a tazze di tè”. È una frase che salta fuori ogni volta che qualcuno tenta di analizzare il mondo “bookstagram”, ma è una frase che nasce da un’analisi superficialissima del settore. Basterebbe seguire per una settimana qualche profilo Instagram che parla di libri per capire che su Instagram nessuno si crede D’Orrico o Citati. Di tazze di tè effettivamente se ne vedono tante, ma sempre accompagnate da contenuti che in genere però non vengono letti da chi “analizza” il bookstagram.

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Dall’account IG @il.recensore.ignorante

 

Potete trovarlo su Instagram come:

@il.recensore.ignorante

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