“”Ma voi siete pazze! Questa donna (Modesta) uccide la madre, la sorella, la prima e la seconda benefattrice, fa sesso con uomini e donne, commette un reato dopo l’altro e in tutta la vita non paga mai una volta? Volete fare saltare in aria la Rai?”. Il dirigente che convocò nel suo studio il comitato che aveva proposto uno sceneggiato su “L’arte della gioia” fu onesto e previdente: mai una figura come quella di Modesta sarebbe potuta approdare in Rai, fuori com’è dai canoni di normalità (piccolo) borghesi a cui la gente perbene guarda con sollievo e, in qualche caso, perfino con rispetto. In fondo, c’era da aspettarselo. Goliarda Sapienza lo sapeva bene, perché prima ancora dell’arte della gioia lei aveva conosciuto a fondo l’arte del rifiuto – o meglio, dell’essere rifiutati”.
Classe (tanta) 1989, specializzata con lode in Filologia moderna all'Università degli Studi di Macerata, marchigiana d'origine e per vocazione.
Insegno critica letteraria e letteratura italiana del Novecento per diverse scuole di scrittura italiane.
Ho collaborato con le Scuderie del Quirinale seguendo il gruppo di lettura “Il filo nascosto”.
Da settembre 2023 mi diverto come critica letteraria nel programma di Rai Uno “Mille e un libro”.
Scrivo sul “Foglio”, ex "Messaggero", mi occupo di libri sui social, gestisco due bookclub e mi occupo anche dell’organizzazione di festival ed eventi culturali per aziende private e realtà pubbliche.
Nel 2018 ho pubblicato con Cesati Editore il saggio “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché”.
Nel 2019 è uscito il mio romanzo d’esordio, “Una volta è abbastanza” (Rizzoli), finalista al Premio Flaiano under 35, vincitore del premio Zocca giovani e del Premio Viva Gioconda - Salvatore Fiume opera prima.
Il mio ultimo romanzo è “Chi dà luce rischia il buio” (Rizzoli, 2022), rientrato nella dozzina semifinalista del Premio Letteratura d’impresa.
Nel 2024 ho pubblicato con Round Robin la graphic novel “Come se non fossimo stati” (Illustrazioni di Michela Di Cecio).
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