“Era confortante, la solitudine, e la differenza fra quella vita e tutto ciò che aveva conosciuto prima sembrava staccarla un po’ da se stessa, così che riusciva a osservare la propria sofferenza senza risentimento e senza disperazione”. Sylvia Townsend Warner è una di quelle scrittrici a cui dovremmo molto se non ci dimenticassimo puntualmente di onorarle: accade di solito con le anime troppo complesse, con quelle personalità eccentriche, fuori dal coro, che fatichiamo a rincorrere e ad acciuffare. Cancelliamo idealmente ciò che non si lascia ingabbiare e forse è questo ciò che è accaduto a Sylvia. Il pubblico che l’aveva tanto amata quando uscì il suo romanzo d’esordio, “Lolly Willowes o l’amoroso cacciatore” (che in Italia trovate in libreria grazie ad Adelphi), l’ha poi relativamente sottovalutata, accantonandola in un angolo e riscoprendola solo alla fine degli anni Settanta (lei morì nel 1978). Il comportamento dei lettori, però, stupisce solo in parte, giacché gli scritti della Townsend Warner, raffinati e introspettivi, non furono sempre di immediata comprensione”.
Classe (tanta) 1989, specializzata con lode in Filologia moderna all'Università degli Studi di Macerata, marchigiana d'origine e per vocazione.
Insegno critica letteraria e letteratura italiana del Novecento per diverse scuole di scrittura italiane.
Ho collaborato con le Scuderie del Quirinale seguendo il gruppo di lettura “Il filo nascosto”.
Da settembre 2023 mi diverto come critica letteraria nel programma di Rai Uno “Mille e un libro”.
Scrivo sul “Foglio”, ex "Messaggero", mi occupo di libri sui social, gestisco due bookclub e mi occupo anche dell’organizzazione di festival ed eventi culturali per aziende private e realtà pubbliche.
Nel 2018 ho pubblicato con Cesati Editore il saggio “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché”.
Nel 2019 è uscito il mio romanzo d’esordio, “Una volta è abbastanza” (Rizzoli), finalista al Premio Flaiano under 35, vincitore del premio Zocca giovani e del Premio Viva Gioconda - Salvatore Fiume opera prima.
Il mio ultimo romanzo è “Chi dà luce rischia il buio” (Rizzoli, 2022), rientrato nella dozzina semifinalista del Premio Letteratura d’impresa.
Nel 2024 ho pubblicato con Round Robin la graphic novel “Come se non fossimo stati” (Illustrazioni di Michela Di Cecio).
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