Libri da aMARE

Buongiorno lettori e lettrici, e soprattutto buona estate!

Abbiamo (finalmente) dato il via alla bella stagione, quella in cui il profumo di vacanza si fa sempre più prossimo e possiamo prenderci una pausa dai serrati ritmi lavorativi.

Ma i libri, per fortuna, non vanno mai in ferie e anche per me il tempo delle vacanze è piuttosto lontano, dunque approfittate – signore e signori! – dei primi consigli di lettura estivi per un luglio di fuoco!

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Con questi piccoli suggerimenti ho voluto cercare di accontentare un po’ tutti i gusti, dagli amanti dei gialli a quelli che si dilettano con i testi di critica letteraria, fino ad arrivare agli amanti della narrativa italiana contemporanea.

Dunque partiamo con il primo libro consigliato: Una storia quasi solo d’amore di Paolo Di Paolo (Feltrinelli).

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Di Paolo è, nonostante la giovane età, un autore molto prolifico, che ha vinto diversi premi e a cui sono stati riconosciuti grandi meriti, non ultimo quello di aver pubblicato una sorta di biografia romanzata – molto sui generis e per proprio per questo molto particolare – su Indro Montanelli (Tutte le speranze, Feltrinelli, 2014, Premio Benedetto Croce).

Questa volta, però, ha deciso di cimentarsi con qualcosa di diverso, forse più intimo e personale perché ci sono di mezzo i sentimenti. Con Una storia quasi solo d’amore Di Paolo ha raccontato la storia di Nino e Teresa, del loro amore così fragile eppure così solido, nonostante le apparenze.

Nino è un giovane confuso e inquieto, figlio del suo tempo e proprio per questo succube dell’incompiutezza stessa dei tempi. Teresa, più grande di lui, sembra nascondere un segreto che va oltre l’immaginazione di Nino, un mistero che si porta dietro con naturalezza ed eleganza.

Ma quella di Paolo Di Paolo, come recita il titolo, non è una storia solo d’amore, perché tra Nino e Teresa c’è la realtà del loro Tempo, c’è la società del XXI secolo, c’è la religione e il confronto fra due generazioni – quella di Nino e quella di Teresa – che, nonostante siano molto vicine, appaiono allo stesso tempo distanti.

Frutto di una penna fluida, che lascia spazio al libero pensiero e non si obbliga agli schemi della scrittura classica, ma sfocia in una sorta di flusso di coscienza moderno, Una storia quasi solo d’amore si presenta come un piccolo contenitore di pensieri, in cui l’intimità dell’amore si mescola ad un sentire comune, che è anche sfida quotidiana, ossia vita stessa.

Proseguiamo, quindi, con un altro romanzo della narrativa italiana contemporanea di tutt’altro tenore: consigliatissimo a chi vuole trascorrere delle ore in allegria Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso (Garzanti).

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Dopo il grande successo de L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Alice Basso torna in libreria con le nuove imperdibili avventure di Vani Sarca, la ghostwriter più ganza della storia dei ghostwriters.

Vani Sarca è una giovane ghostwriter delle Edizioni L’Erica, vive a Torino, si veste di nero, è una sociopatica senza possibilità di redenzione e da qualche mese collabora con la polizia. Sì, perché Vani ha la strabiliante capacità di entrare nella testa delle persone e di capire cosa pensano. Ecco perché è così brava a fare la ghostwriter ed ecco perché il commissario Berganza ha deciso di prenderla con sé come consulente investigativo.

In Scrivere è un mestiere pericoloso, Vani si trova alle prese con un nuovo libro da scrivere e un nuovo caso da risolvere: le è stato commissionato un ricettario – e Dio sa quanto la cucina sia qualcosa di profondamente lontano da lei – che dovrà essere soprattutto un memoriale dell’anziana cuoca di una delle famiglie più in vista di Torino, quella dei Giay Marin. Nulla di più noioso, se non fosse che Irma Envrin si rivelerà una donna curiosa e sarcastica, che, tra una chiacchiera e l’altra, confesserà qualcosa di inaspettato: un delitto.

Con lo stile ironico e brioso che la contraddistingue, Alice Basso sorprende ancora una volta il lettore con un romanzo misto di suspanse e umorismo, che punta l’attenzione su un’intrigante storia gialla senza tralasciare il magico filone conduttore delineato fin dal principio: l’amore per i libri.

E visto che abbiamo accennato alle storie gialle, perché, voi amanti delle emozioni forti e del buon umorismo, non allietate la vostra estate con il nuovissimo, eccellente noir di Mariano Sabatini L’inganno dell’ippocastano (Salani)?

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Leonardo Malinverno è un giornalista di “Globo” con spiccate doti investigative, che non disdegna di prendere parte alle indagini sugli scoop della vitaccia romana, senza volontà di giocare al detective privato, piuttosto per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Questa volta è invischiato in un caso molto particolare, a cui fa da sfondo la Roma “bene”, quella dell’alta borghesia. Il “commendatore mazza & cazzuola” Ascanio Restelli, candidato sindaco di Roma, famoso in tutta l’Urbe per il suo essere spregevole e viscido, viene trovato morto, con la gola tagliata da orecchio a orecchio e due buchi al posto degli occhi. A rinvenire il cadavere è Viola Ornaghi, giornalista della rivista femminile di tendenza “Charme”, la quale chiama in soccorso il suo amico e collega Malinverno.

Un trama originale, in cui i colpi di scena si susseguono ad un ritmo incalzante, dove criminalità violenta, droga, infiltrazioni mafiose a vari livelli dominano la scena articolando una rete di vicende che, per vischiosità e intricatezza, somigliano molto ai recenti fatti di Mafia Capitale.

La penna briosa di Mariano Sabatini elabora un noir tipicamente italiano, dove leggerezza e ironia si mescolano sapientemente a tensione ed eccellenza stilistica: mix degno dei racconti polizieschi di Leonardo Sciascia.

Veniamo ora a due lavori di stampo completamente differente, perché parliamo di critica letteraria.

Iniziamo con La malattia dell’infinito di Pietro Citati (Mondadori, 2007): in questo testo di critica Citati si “confronta” con la grande Letteratura del Novecento, fornendo dei ritratti accurati ma mai noiosamente accademici sui maggiori autori del secolo scorso.

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Suddividendo le sue analisi in 5 parti, Citati passa da D’Annunzio a Hofmannsthal, da pirandello alla Woolf alla Blixen, passando per Marina Cvetaeva, arrivando a Praz, Cioran, Tomasi di Lampedusa fino a Manganelli, Gadda e Zolla, per citarne solo alcuni.

Cinquecentoquarantatré pagine di pura bellezza, ove la ricerca e l’intuizione si fondono con la capacità, tutta squisitamente letteraria, dell’autore di dare un’immagine inusuale – nonostante la precisione delle informazioni culturali – dei grandi Scrittori del passato, anche recente.

Ma perché parliamo di “Malattia dell’infinito”? Perché infinito è lo sguardo appuntato al di là degli orizzonti umani, perché infinita è la ricerca letteraria che non si ferma al confine imposto dalla natura stessa dell’uomo. L’artista del Novecento – che sia un pittore, un regista, uno scrittore poco importa – abita la tenebra, racconta l’ombra, la follia, la morte, la debolezza  e il segreto della vita.

“La malattia dell’infinito” è il tema scelto da Pietro Citati per tentare di percorrere il cammino dell’uomo artista, componendo così una fascinosa conversazione sulle opere e sulle esistenze dei romanzieri, dei poeti e degli artisti tutti del Novecento.

Concludiamo questa breve carrellata di consigli con Cerimonie & Artifici di Giorgio Manganelli (Nino Aragno, 2016).

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Ora, Manganelli è stato scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia, ed è anche una delle figure più complesse di tutto il Novecento italiano.

La bellezza – e la ricchezza – del suo lavoro viene riscoperta a mano a mano, nel tentativo di snicchiare questo grande personaggio milanese scomparso a Roma nel 1990.

Mi sento di consigliare un testo come Cerimonie & Artifici per due motivi: il primo è che troverete una bella raccolta di recensioni, articoli, testi, frasi sparse su teatro, cinema e a volte, ma solo a volte, tv, che vi darà un’idea iniziale del carisma tipicamente manganelliano.

In secondo luogo, troverete una prefazione di Lietta Manganelli, sua figlia, che è non solo bella, ma addirittura commovente.

“Le nostre vite si srotolavano come uno spettacolo. Entrambi guardavamo la vita l’una dell’altro partecipando ma senza entrarvi davvero, eravamo spettatori e non attori, e questo ci permise da quel momento in poi di iniziare un nuovo spettacolo: quello di due adulti che si piacevano molto del tutto indipendentemente dal fatto di essere padre e figlia”.

In questo testo troverete grandi recensioni e soprattutto grandi stroncature, come quella di Novecento di Bertolucci o quella di spettacoli tv a cui lui stesso ha partecipato. Sarcasmo, ironia, spietatezza analitica e sguardo sempre lucido e attento sul soggetto in questione: con precisione chirurgica Manganelli affilava la penna e si confrontava con le opere recensite, in un tête-à-tête tutt’altro che romantico.

Ebbene, con queste belle letture potete star certi che il mese di luglio volerà e le vacanze di agosto vi sembreranno sicuramente più vicine!

Vi auguro come sempre una buona lettura e soprattutto un buon divertimento!

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ausel ha detto:

    Ciao Giulia, molto interessante il tuo articolo! Mi sono brillati gli occhi quando ho visto il secondo libro di Alice 😍😍😍. Mi piace davvero tanto e il primo articolo del mio blog era proprio su di lei! Poi so che tu hai avuto l’onore di intervistarla! È bello trovare un blog che ne parli così spesso 🙂

    P. S. Sai che ci seguiamo su Twitter? Sono @auseleo, quella che ha scritto di aver trovato la vera Cinzia Crocco 😂

    1. Giulia Ciarapica ha detto:

      (Ah, sei tu! 😍 Ma ciao!)
      Ciao! Sì, l’ho conosciuta lo scorso anno per via del suo primo libro e abbiamo fatto tre presentazioni assieme. È una ragazza simpaticissima, alla mano e soprattutto geniale! I suoi libri stanno andando a ruba 😊
      Allora a questo punto non resta che riaggiornarci…al prossimo romanzo di Alice 😂
      Ma ovviamente, visto che ci seguiamo anche, ci risentiremo molto prima. Un abbraccio e buona giornata 🙂

      1. Ausel ha detto:

        Me ne sono accorta che è molto alla mano perché sono stata a una sua presentazione e ogni tanto ci scriviamo pure! 😀
        Allora alla prossima!

  2. Silvia Gennari ha detto:

    Ottimi consigli di lettura li leggerei tutti !! se ti va passa anche da me 😀 Ciao!!

  3. isoladeilibri ha detto:

    Ciao Giulia, i tuoi consigli mi sono stati utilissimi… tanto che mi sono precipitata in libreria, cambiando i programmi della giornata e suscitando un grande odio nel mio ragazzo per i piani rovinati, per acquistare il libro di Alice Basso e di Mariano Sabatini. Autori geniali. Ma tranquilla, i piani rovinati gli hanno fatto solo del bene… li leggerà anche lui 🙂 Quindi, complimenti, la tua lista ha soddisfatto i nostri gusti 😀

    Ps. Se ti va dai un’occhiata al mio sito. Sono nuova in questo mondo ed essere letta da chi mi ha colpito mi farebbe davvero piacere 🙂

    1. Giulia Ciarapica ha detto:

      Ciao! Ma grazie, sono felicissima di aver soddisfatto i gusti di entrambi 😀 e certo che passo dal tuo blog, così ci scambiamo consigli a vicenda a partire da oggi 🙂 Buona serata, un abbraccio!

      1. isoladeilibri ha detto:

        Grazie mille! Sarò felicissima di scambiarci consigli a vicenda 🙂 Buona serata a te e soprattutto buona lettura, sempre. 😀

  4. isoladeilibri ha detto:

    Ah certo, ho dimenticato di darti il link (sono così, vivo sulle nuvole, ma non sai quanto mi piace): isoladeilibri.webnode.it

  5. elena ha detto:

    Grazie Giulia dei consigli. Ho letto il primo di Alice Basso e l ho trovato molto interessante, diciamo diverso dal solito per trama e personaggi. Mentre sull’ultimo di Alessia Gazzola sono un pò scettica. ho letto utti i suoi precedenti con protagonista Alice , ma l’ultimo non mi entusiasma per la trama, la trovo fotocopia di molte altre in circolazione (che ho trovato esilaranti e non banali).

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