“L’amore è una favola” di Annarita Briganti 

“La felicità è come un bambino piccolo: dobbiamo pensarci sempre, e anche se lei qualche volta si dimentica di noi, noi non dobbiamo mai dimenticarci di lei”.

Sono queste le parole con cui #Gioia Lieve sta per congedarsi dai lettori, il sunto di una vita un po’ sbrindellata, eppure così autentica. Rinascere è possibile, affrontare una palingenesi dei sentimenti anche, e Gioia, protagonista dei romanzi di Annarita Briganti – da Non chiedermi come sei nata (Cairo, 2014) all’ultimo L’amore è una favola (Cairo, 2015) – lo sa bene.


Proprio in L’amore è una favola, secondo prodotto della giornalista e blogger culturale Annarita Briganti, Gioia ritrova se stessa: nel corso degli anni – e delle pagine del romanzo precedente – tra l’aborto, una fecondazione da single in Spagna e vari abbandoni da parte di fidanzati con scadenze da “yogurt”, questa donna fragile sì, ma anche forte, determinata e decisa a manifestare sempre le proprie emozioni, impara ad amarsi. Intuisce un semplice fondamentale segreto della vita: non dimenticare di essere felici per sé.

Questo romanzo è la storia di Gioia&Guido, della freelance appassionata col conto perennemente in rosso e dell’affermato Artista di Cuori ribelli, il serial lover che fa impazzire le donne e che nasconde qualche segreto e forse molte debolezze.

Gioia Lieve e  Guido Giacometti – conosciuto anche come “il pifferaio magico” – si conoscono grazie a Marcella, cara amica della protagonista, nonché componente del “cerchietto magico” (di cui fanno parte anche Aurora e Saretta): Gioia è chiamata a fare una prefazione del catalogo delle opere dell’Artista/serial lover/pifferaio magico, alias Giacometti.
Detto fatto, lavoro accettato, anche perché bisogna pur guadagnarsi la pagnotta. Nell’Italia del duemilaquindici, che nulla concede, niente regala e a volte si dimentica anche di pagare il salario ai lavoratori, Gioia deve vivere. La precarietà è la bestia nera degli entusiasti del mondo contemporaneo, è la spada di Damocle di chi si affaccia, ancor giovane, al mondo del lavoro.

Ma Gioia, che nel nome contiene qualcosa di profetico e di rivelatore, nonostante tutto non si abbatte, si muove svelta e frenetica – mai in modo così Lieve, a dispetto del cognome questa volta – tra un’intervista e un articolo, fra un sentimento e un’emozione.

Dopo un incontro fulminante all’aeroporto, Gioia inciampa in quel danno chiamato Amore e inciampa anche nel suo stesso vestito, cadendo ai piedi di Giacometti. Nulla accade per caso. Ed è subito un aggrovigliarsi di pensieri e turbamenti a venire.

Gioia ama Guido, ma l’Artista ama la freelance? E chi è, realmente, Guido Giacometti?

Un amore difficile e contrastato, che annaspa ma che cresce, che germoglia tra Milano e Napoli, tra presentazioni di libri, festival, vernissage e pranzi in riva al mare. L’amore sarà davvero una favola, la favola di Gioia&Guido?

Il destino di chi vive di pancia e di istinto, con il cuore palpitante e con la mente scintillante di vibrazioni emotive, è il medesimo di Annarita Briganti: scrivere, con coraggio e tenacia, di vita vera. Comunque vada, qualunque essa sia.


L’amore è una favola è una storia d’amore a più livelli: l’amore fra uomo e donna, l’amore per se stessi e l’amore violento, quello che ha le fattezze dello stalking, e che amore, in fin dei conti, non è mai. Annarita parla di sentimenti in modo sincero, senza tralasciare alcuna sfaccettatura, senza la volontà di mascherare la sofferenza dietro il velo della speranza a tutti i costi.

La Briganti fa i conti con la realtà e si mette in gioco: si soffre e ci si fa male, si ha paura dell’abbandono ma ancora di più si ha paura del piacere che la solitudine provoca:

“La solitudine è una droga . C’è il rischio che ci piaccia e facciamo di tutto, senza rendercene conto, per non disintossicarci”.

È un’arma a doppio taglio questa “malattia”, la solitudine che a volte uccide ma che spesso protegge, tutela anime fragili e doloranti e induce all’arte della diffidenza. #Gioia lo sa, ma non vuole cedere a questa lusinga, al corteggiamento spudorato di questa madre feroce.

Ma al di là dell’amore, al di là del dubbio, dell’incertezza e della precarietà, un tema svetta all’interno del romanzo: lo stalking e la violenza sulle donne. È qui che l’isolamento diventa pericoloso, che la non denuncia e la mancata richiesta di aiuto diventano coltelli già pronti a recidere la carne della malcapitata. Con semplicità ma, ancora una volta, con grande coraggio, Annarita Briganti affronta un tema così delicato lasciando che sia #Gioia a prendere in mano la situazione.

In un romanzo che è anche voce della Cultura, ricco di luoghi meravigliosi e artisticamente vivi, la Briganti tratteggia i personaggi in modo netto e preciso, e i ruoli sono presto assegnati: dove l’uomo si blocca, si ferma e arranca, ecco che la donna procede, spiana la strada, intuisce e accoglie. Alla paura del maschio si contrappone la forza della donna, che sa, che capisce e che decide, spesso per entrambi.

Con L’amore è una favola il lettore si trova a vivere una fiaba moderna, una favola che incespica nella cruda realtà e che diventa sofferenza quando il destino ci mette di fronte alle nostre paure e alle nostre insicurezze. È questa la forza di un libro che non vuole raccontare altro che la sincerità dell’esperienza esistenziale. È la verità l’arma con cui Annarita Briganti incanta il pubblico dei lettori.

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