L’abito non fa il monaco, ma la copertina sì

Niente è più necessario del superfluo.

Oscar Wilde

Avete presente il detto “Anche l’occhio vuole la sua parte”? Ecco, niente di più vero, e la cosa affascinante è che anche quando parliamo di libri abbiamo una inconscia necessità di appagare il nostro piacere estetico.

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Siamo un po’ tutti dei dandy del ventunesimo secolo e per questo ogni scelta potrebbe essere condizionata anche dalla nostra “moralità di esteti”; nel caso specifico, ovviamente, facciamo riferimento alla sfera dei libri e della letteratura.

Perché, quando dobbiamo acquistare un testo, incide così tanto anche la sua copertina? Perché la nostra sensibilità viene subito accarezzata dal colore, dalle forme geometriche, dalla “pulizia” dei tratti (ordine, questo, del tutto soggettivo).

Le copertine che, fin da subito, colpiscono la nostra attenzione sono certamente quelle che rappresentano qualcosa che sentiamo più vicino a noi, ad esempio figure umane o animali intente in qualche azione della quotidianità. Spesso e volentieri, anzi, sono proprio le copertine che riportano, “a schermo pieno”, fotografie vintage, antichi ritratti di uomini e donne immersi in una poetica realtà d’altri tempi, a fare colpo.

Chiaramente, più i colori sono sgargianti e ben distribuiti, in sintonia con il ritmo generale dell’immagine, più sale la curiosità di sfogliarlo.

Ma, a onor del vero, c’è una precisa categoria di copertine che, specialmente nell’epoca dei social network, risponde alle nostre esigenze narcisistiche, nonché – e parlo specialmente per la sottoscritta – a qualche stramba mania di protagonismo. Mi riferisco alle “copertine interattive” o “copertine-individuo”, come amo definirle.

Cosa sono? Semplice. Si tratta di copertine che permettono al lettore di interagire con esse e, dunque, si prestano moltissimo al lavoro di promozione del libro stesso. Pensate all’immagine presente sulla copertina dell’ultimo libro di Igiaba Scego, “Adua” (Giunti, 2015): il volto, diviso a metà, di una bellissima ragazza somala. E’ bastato scattarsi un selfie con la copertina del libro per diventare subito protagonisti dell #Aduaselfie, completando la metà del volto di Adua con il nostro viso.

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Fui proprio io a lanciare questa pazza idea, che venne accolta con favore dai lettori, dall’autrice e dalla stessa casa editrice Giunti. Un vero successo. Ovviamente Twitter, Facebook e Instagram accolsero decine e decine di fotografie di utenti che avevano acquistato il romanzo e avevano preso parte al gioco scenico-letterario.

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Stessa cosa sta succedendo con “Fiammetta”, il secondo romanzo di Emanuela Ersilia Abbadessa (Rizzoli) uscito lo scorso 25 febbraio. Con una foto e un # dedicato possiamo diventare tutti Fiammetta (#siamotuttifiammetta).

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Insomma, bastano un tag e una foto e non solo possiamo diventare, almeno per un po’, protagonisti del libro che stiamo leggendo, ma abbiamo anche la grandissima opportunità di contribuire alla promozione della lettura. Immersi in una modernità scoppiettante, in cui ogni gesto sfuma con la medesima velocità delle scintille, siamo tutti potenzialmente in grado di instillare il germe della curiosità nei non-lettori, anche e soprattutto attraverso una semplice fotografia.

Penso anche all’assidua attività di promozione della lettura su Twitter: account come @CasaLettori @RizzoliGalleria @NikitaGuardini @andreagiani7 @booklovers_d @Matteo_BG e molti altri – compresa la sottoscritta @GiuliaCiarapix – si prodigano ogni giorno per parlare di libri. Le foto delle copertine diventano pane quotidiano per questi amanti della letteratura contemporanea (e non solo).

Appagare il nostro – a volte inconscio – narcisismo attivandoci per una giusta causa.

Ecco perché le copertine, spesso, incidono profondamente nella scelta del libro che si acquista. Più riusciamo ad avvicinarci ad un mondo che credevamo irraggiungibile (poiché spesso, si sa, il mondo della letteratura è visto come un Olimpo – vagamente snob – a cui possono accedere solo menti selezionate), sperimentando la gioia di condividere con altri lettori  una passione comune, più invogliamo il non-lettore ad entrare a far parte di questa comunità.

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Sbizzarritevi, perché, come vedete, con i libri non ci si annoia mai.

 

Buona lettura e buon divertimento, as usual!

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. giusymar ha detto:

    Idea simpaticissima completare la copertina del libro! Forte!

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