Sconsigli d’autore – #3

Cari amici bibliofili,

eccoci alla terza puntata della rubrica Sconsigli d’autore.

Stessa spiaggia, stesso mare, quindi, ovviamente, stessa procedura.

I due grandi ospiti di oggi, Mario BaudinoMassimo Cassani, ci sconsigliano due grandi classici DOC. Curiosi di sapere quali? Lascio a loro la parola, anzi, la penna.

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MARIO BAUDINO sconsiglia: Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez

Non volendo troppo presumere di me, chiederò il conforto di un passo, peraltro abbastanza noto, di Pier Palo Pasolini (in Descrizioni di descrizioni): «Un altro luogo comune (pare) è quello di considerare Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez un capolavoro. Ciò mi sembra semplicemente ridicolo. Si tratta del romanzo di uno scenografo o di un costumista, scritto con grande vitalità e spreco di tradizionale manierismo barocco latino-americano…. I personaggi sono tutti dei meccanismi inventati talvolta con splendida bravura da uno sceneggiatore: hanno tutti i tic demagogici destinati al successo spettacolare». E non basta. S’avanza anzi un fiero sospetto: «L’autore, molto più intelligente dei suoi critici, sembra saperlo bene». C’è qualcosa da aggiungere? Proviamoci. In primo luogo, come ha osservato un critico britannico, Cent’anni di solitudine non è del tutto inutile. Se per esempio avete in casa un colombiano o una colombiana vi aiuterà moltissimo a seguire le spiegazioni circa il suo albero genealogico, qualora se ne dovesse discorrere. In secondo luogo, potrebbe essere il caso di chiedersi se non serva uno «sconsiglio» anche per quanto riguarda Pasolini. Terreno minato, si vedrà.

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MASSIMO CASSANI sconsiglia: Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry

Sia ben inteso: non ce l’ho con lui perché se ne va in giro che pare uscito da un circo o per via del suo titolo nobiliare. Ma quando quel disgraziato del suo autore gli va a disegnare un cappello e lui capisce subito che lì sotto c’è un elefante ingoiato da un boa, be’, dai, mi sono detto: se volete farvi i vostri menolini fra di voi, accomodatevi pure, io chiudo e me ne vado. Altro che: eh, sono i grandi a non capire. I cappelli son cappelli e i boa golosi di pachidermi sono boa golosi di pachidermi. E se un aviatore assume sostanze gli si dovrebbe togliere il brevetto. E pure la patente e magari sequestrargli anche la bici, ché non si sia mai Questo ho pensato quando da ragazzo provai a leggere Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupéry e l’antipatia fu immediata. Ma dichiararlo pubblicamente avrebbe significato tirarsi addosso gli sberleffi di sufficienza di quelle milionate di persone che invece lo avevano amato. E qualcuno aveva pure pianto. Non potevo sapere, allora, che di lui e del suo autore s’era occupata Marie-Louise von Franz, allieva di Jung. Lo scoprii solo da grande quando lessi L’eterno fanciullo in cui la mia ignara salvatrice fa a fettine libro, principe e autore. E mi sono sentito meno solo. Ecco.

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E voi? Avete letto questi due grandi classici che gli autori di oggi sconsigliano? Sì? No? E vi sono piaciuti? O li avete detetstati come dicono loro? Ditelo nei commenti!

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SCHEDE SEGNALETICHE D’AUTORE:

MARIO BAUDINO: Classe 1952, saggista, giornalista e poeta italiano, si è dedicato ai detective bibliofili in Ne uccide più la penna (Rizzoli, 2011) e ora nel ultimo thriller letterario edito da Bompiani, Lo sguardo della farfalla. Si è dedicato anche alle narrazioni esoteriche novecentesche con Il mito che uccide (2004) e di rifiuti editoriali con Il Gran rifiuto (nuova edizione aggiornata 2009). Scrive per il quotidiano di Torino La Stampa, dove ogni venerdì esce una sua rubrica intitolata Cartesio.

Segni particolari: fa largo uso di genialità, arricchita da una sana e scoppiettante ironia. Sogni nascosti: diventare un vero e proprio detective bibliofilo.

MASSIMO CASSANI: Classe 1966, giornalista e scrittore, esordisce nella narrativa con Sottotraccia (Sironi 2008 e TEA 2015), primo episodio della serie con protagonista il commissario Micuzzi, cui sono seguiti Pioggia battente (Sironi 2009 e TEA 2014), Zona franca (TEA 2013) e Soltanto silenzio (TEA 2014). Nel 2010 pubblica per Laurana Un po’ più lontano, romanzo dedicato ai temi della solitudine. Nel 2015 esce con lo spassoso Mistero sul lago nero , Laurana Editore. Dal 2010 collabora con La Bottega della narrazione, scuola di scrittura creativa di Laurana Editore, condotta da Giulio Mozzi.

Segni particolari: sembra docile, ma non lo è. Classico esempio de “l’apparenza inganna”. Sogni nascosti: li nasconde bene che non siamo riusciti a trovarli. Qui ci vorrebbe l’investigatore Borri…

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Barbara ha detto:

    Odio assolutamente il piccolo principe! Quoto! Quoto! inoltre ho in casa il colombiano che mi ha fatto salire la nausea di Marquez. Sconsigli azzeccatissimi.

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