Rubriche

Book Influencer a chi? – Intervista a LEGGO E CAMMINO

Quinto appuntamento con “Book Influencer a chi?”, la rubrica con cui cercherò di presentarvi alcuni profili di blogger meritevoli – con i loro punti di forza e i loro punti deboli, i loro gusti e le loro manie – e soprattutto cercheremo, insieme, di dimostrare che ciò che li muove è innanzitutto una passione, quella per i libri.

Non sono tutti uguali: c’è chi punta di più sul blog e chi punta di più sui social, chi si diletta a consigliare solo classici e chi invece, di classici, non si occupa proprio. C’è chi vuole puntare l’attenzione sui libri scritti da donne, chi ama soprattutto gialli e romanzi storici, chi non legge autori autopubblicati e chi si occupa prevalentemente di saggistica. Ciò che conta, in ogni caso, è che in questa varietà nessuno tratta la materia letteraria con superficialità. Opinioni, riflessioni, giudizi dettati dal gusto personale: niente viene lasciato al caso.

E se poi parlare di libri, fotografarli, scriverne e consigliarli diventa un reato, beh, ce lo faranno sapere. Nel frattempo, visto che i libri sono fatti per essere comprati e letti, noi ci mettiamo del nostro. Dopotutto, molti sono gli editori, gli uffici stampa, gli scrittori e soprattutto i lettori che hanno deciso di dare credito a questa categoria. Forse, sarebbe il caso di cominciare a capire il perché.

Se vorrete condividere questa intervista e sposare il progetto, usate l’#: #BookInfluencerAChi

20200127_163035_0000

 

Questa volta parliamo del blog “Leggo e cammino” e della ricca e accurata attività di Filippo Taddia, ideatore del suddetto lit-blog.

INTERVISTA A FILIPPO TADDIA, LEGGO E CAMMINO

IMG_1529

  1. Chi è Filippo Taddia, in arte “Leggo e cammino”? Descrivi te stesso e il tuo blog utilizzando tre aggettivi – e ovviamente motivando la risposta.

ITINERANTE è il primo dei tre, non c’è dubbio, Racconta il mio rapporto con la strada e l’idea di essere sempre in cammino perché, come diceva quel matto di Thoreau mentre passeggiava per boschi, ‘il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi.’  APERTO, è il secondo, e mi si potrà obiettare (forse a ragione) che non vuol dire niente ma io vivo Leggoecammino così, come uno spazio di tutta la community. Accolgo proposte, cerco di stare in ascolto, provo a non chiudermi nel mio recinto di lettore: ci sto riuscendo? Ai follower l’ardua sentenza. SCANZONATO è il terzo. Io sono così e così voglio che siano le cose che racconto. Se c’è un peccato fatale che un blogger o bookstagrammer può commettere nei confronti del proprio pubblico è quello di non essere sé stesso. Tradimento!

  1. Qual è la caratteristica principale del tuo blog? Quali sono le linee che hai scelto di seguire quando l’hai aperto? Facci un piccolo riassunto di come e quando nasce.

Maggio 2017. Non avevo una pagina Instagram. Assistevo, da utente assiduo, alla deriva di Facebook e mi chiedevo quanto potesse essere squallido un social dove non era nemmeno richiesto saper scrivere o esprimere concetti ma soltanto fare belle foto. Ovviamente non avevo capito nulla. E così, alla veneranda età di 35 anni (forse anche LENTO sarebbe un aggettivo con cui descrivermi) ho pubblicato la mia prima foto, quella a cui sono più legato: io che cammino per la campagna leggendo ‘Piangi pure’ di Lidia Ravera (gran libro tra l’altro).

  1. Quali sono, secondo te, gli elementi che fanno di un blogger un BUON blogger?

Primo: sincerità. Sempre. Secondo: linea editoriale: se non ti piace un genere o un autore o un filone, per me è meglio non parlarne, o al limite parlarne per avviare un dibattito ma ciò che le persone si aspettano da un blogger o da un bookstagrammer è di potersi fidare. Sembra banale quello che sto per dire ma…devi leggere. E proporre solo ciò che hai letto. Terzo: stare al passo. Adoro i classici e sappiamo da Calvino che si chiamano classici proprio perché fanno parte di un patrimonio condiviso e inalienabile. Leggeteli tutti! Ma un blogger deve aver chiaro anche e soprattutto cosa sta succedendo sul mercato dei libri. Stare al passo con le novità, esplorare con coraggio, filtrare il buono dal meno buono.

20200304_122250_0000

  1. Cosa rappresentano i libri nella tua vita e nel tuo percorso di blogger?

Non sono un feticista dell’oggetto libro, lo ammetto. Non mi troverete a spulciare antiche copertine polverose al mercatino dei libri antichi e, se dovessi prestarvi un libro (cosa che faccio regolarmente) non escludo che possiate trovarci qualche orecchia qua e là…MA sono un feticista delle storie, quelle sì, e delle parole. Le parole sono la mia relazione con il mondo, la mia forma d’arte, ciò che più scava dentro. Non potrei vivere senza belle storie, questa è la verità. Per questo le cerco, dovunque si possano trovare.

  1. Come ti rapporti al pubblico dei tuoi lettori?

Leggoecammino vive grazie alle persone. ‘È’ persone. Rispondo a tutti, interagisco con tutti, cerco il massimo coinvolgimento, voglio che attraverso il mio profilo Instagram si scopra o riscopra la piacevolezza della lettura che decenni di fumosi e paludati consessi hanno reso un’attività apparentemente inutile e noiosa. Scrivetemi, proponetemi idee, taggatemi. Insomma io cerco di esserci e di ascoltare almeno tanto quanto parlo (quindi molto…).

Schermata 2020-02-11 alle 10.55.15
Dall’account Instagram @leggoecammino
  1. Cos’è, per te, un “buon libro”? Quali sono gli ingredienti che lo rendono tale?

Tecnica narrativa, credibilità dei personaggi e dei dialoghi, tenuta della tensione, scelte lessicali e potremmo continuare a lungo. Ma se dovessi sintetizzare in un solo concetto direi che un buon libro è quello la cui lettura ci fa fare un passo avanti. Se un libro non ci cambia almeno un po’ potrà essere un’esperienza piacevole, magari pure emozionante, ma non sarà mai un buon libro, per come la vedo io.

  1. So che è una domanda superflua e al contempo difficile, ma: autore e libro preferiti?

La mia Santissima Trinità è composta da Calvino, l’uomo che mi ha insegnato che la fantasia non può avere confini; Saramago, da cui imparato la forza dirompente della frase, e Pederiali che raccontando la sua terra (che è anche la mia: la bassa emiliana) mi ha detto a chiare lettere che le belle storie non si nascondono per forza tra le pieghe delle grandi città ma vivono anche e soprattutto nella normalità delle nostre case e delle nostre vite. Sul libro preferito lancio un alert BANALITA’ per mettere in guardia tutti da ciò che sto per scrivere ma nulla mi ha mai tenuto attaccato a un libro come “Delitto e Castigo”, centinaia di meravigliose pagine dove non succede quasi nulla eppure ci si passa la notte sopra.

  1. Sui book blogger, bookstagrammer e book influencer se ne dicono di ogni: qual è la critica che, ad oggi, reputi la più errata?

Da ‘una volta c’erano i critici letterari e oggi i blogger’ a ‘quando c’era lui i treni erano sempre in orario’ il passo è breve e il concetto lo stesso, quello delle vecchie generazioni che accusano le nuove di impoverimento culturale. Questa è la critica che reputo più errata: il tentativo estremo di rimanere agganciati nostalgicamente a paradigmi ormai incapaci di parlare alle persone. Dieci anni fa cantavamo la morte imminente della carta a favore dell’e-reader e oggi siamo di nuovo qui a saturare gli scaffali di libri stampati. Declamavamo la decadenza della letteratura italiana e il crollo del consumo dei libri e oggi ci ritroviamo con nuovi scrittori e scrittrici che diventano star e un mercato che stando ai dati è, finalmente, in crescita. Credo che in questo processo Instagram e i blog abbiano giocato il ruolo predominante. Se non ci fossimo stati noi a ricreare interesse intorno al libro forse chi ci critica oggi farebbe un altro mestiere, chissà…

  1. Parliamo infine del profilo Instagram. Quanto tempo investi nella cura del profilo? Quali sono, un po’ come per il blog, le tue linee guida? Ed infine: “immagine vs contenuto” o “immagine + contenuto”?

Investo tempo nelle foto, molto tempo, e la mia linea estetica principale è quella di cercare la luce e la natura. Raramente compongo scenari e raramente affianco al libro oggetti. Cerco, dove possibile, di individuare spazi aperti e luci giuste che esaltino la storia o aggiungano un piccolo surplus di materia a chi debba decidere se avvicinarsi a quella lettura.

Quella sull’immagine e sul contenuto è la domanda più difficile cui rispondere. D’istinto direi ‘contenuto’ ma so bene per esperienza diretta che almeno la metà delle persone si sofferma sull’immagine senza aprire la didascalia e, se l’immagine è evocativa, la raggiunge, le rimane impressa e conduce, magari in un secondo momento, a un processo di approfondimento, acquisto e lettura che sfugge al nostro controllo ma è ciò che noi vogliamo. Quindi la risposta più giusta, forse, è che quando si parla di Instagram l’immagine è il contenuto e la domanda si riformula con immagine vs parola o immagine + parola con la prima, lo ribadisco, predominante, con tutto il bene e il male che si può pensare di questa formula.

Schermata 2020-02-11 alle 10.54.51
Con Stefania Auci, autrice della fortunata saga dei Folorio. Dall’account Instagram @leggoecammino

 

Potete trovarlo su Instagram come:

@leggoecammino

1 pensiero su “Book Influencer a chi? – Intervista a LEGGO E CAMMINO”

  1. Lo seguo da qualche mese. Apprezzo il suo profilo molto curato ed i continui spunti che presenta e leggendo questa sua intervista sono felice di scoprire che abbiamo delle linee di pensiero comuni.

Rispondi a Piloswineseyes Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...