“Quando uscii con ‘Lucrezia’ ero nettamente controcorrente. Allora la critica teneva in considerazione soltanto i giochi stilistici della ‘prosa d’arte’ e io invece raccontavo, in una prosa nutrita, storie di uomini e di donne nelle loro correlazioni interiori ed esteriori”.
“In un’intervista del 1983 Maria Villavecchia in Bellonci – che sarebbe scomparsa di lì a tre anni senza poter ricordare la vittoria del suo “Rinascimento privato” al “suo” Premio Strega – dichiarava le difficoltà di scrittrice in un’epoca in cui, a parte la stampa di regime (“Lucrezia Borgia” è del 1939), la critica militante tendeva a concentrarsi su ben altre questioni, che nulla avevano a che fare con i tentativi di certe scrittrici di uscire dal mondo del romanzo d’appendice di fine Ottocento e primo Novecento. Maria Bellonci, in questo suo riuscitissimo tentativo, grazie al quale ci ha regalato romanzi come “I segreti dei Gonzaga” o i tre racconti raccolti in “Tu vipera gentile”, ha attuato nel cuore del romanzo storico delle piccole grandi rivoluzioni”.
Classe (tanta) 1989, specializzata con lode in Filologia moderna all'Università degli Studi di Macerata, marchigiana d'origine e per vocazione.
Insegno critica letteraria e letteratura italiana del Novecento per diverse scuole di scrittura italiane.
Ho collaborato con le Scuderie del Quirinale seguendo il gruppo di lettura “Il filo nascosto”.
Da settembre 2023 mi diverto come critica letteraria nel programma di Rai Uno “Mille e un libro”.
Scrivo sul “Foglio”, ex "Messaggero", mi occupo di libri sui social, gestisco due bookclub e mi occupo anche dell’organizzazione di festival ed eventi culturali per aziende private e realtà pubbliche.
Nel 2018 ho pubblicato con Cesati Editore il saggio “Book blogger. Scrivere di libri in Rete: come, dove, perché”.
Nel 2019 è uscito il mio romanzo d’esordio, “Una volta è abbastanza” (Rizzoli), finalista al Premio Flaiano under 35, vincitore del premio Zocca giovani e del Premio Viva Gioconda - Salvatore Fiume opera prima.
Il mio ultimo romanzo è “Chi dà luce rischia il buio” (Rizzoli, 2022), rientrato nella dozzina semifinalista del Premio Letteratura d’impresa.
Nel 2024 ho pubblicato con Round Robin la graphic novel “Come se non fossimo stati” (Illustrazioni di Michela Di Cecio).
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